Conférence des ambassadeurs, Berne, mardi 22.8.1995 - Allocution d'ouverture du conseiller fédéral Cotti
Discorso di apertura dell'on. Flavio Cotti, consigliere federale, alla conferenza 1995 degli ambasciatori, martedì 22.8.1995
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Diplomatic Documents of Switzerland, vol. 1995, doc. 39
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| Archive | Swiss Federal Archives, Bern | |
| Archival classification | CH-BAR#E2850.3#1999/322#7* | |
| Dossier title | Reden von BR Cotti, 21.6.1995-27.9.1995 (27-40) (1995–1995) | |
| File reference archive | 2 |
dodis.ch/71507Discorso del capo del DFAE, Consigliere federale Cotti, alla Conferenza degli Ambasciatori1
Discorso di apertura, Martedì 22 agosto 1995
Consentitemi dapprima, gentili ambasciatrici e egregi ambasciatori, di rivolgere un saluto particolare ai presidenti e vicepresidenti delle Camere federali e alle relative commissioni di politica estera.2 La vostra presenza costituisce molto più di un semplice adempimento protocollare degli obblighi che vi incombono. Due aspetti meritano attenzione. Da un lato, sottolineate il vostro interesse e il vostro impegno nei confronti degli sforzi e delle attività da noi esplicate. E questo non soltanto una volta all’anno! Dall’altro, confermate che la politica estera può e deve poggiare sulla politica interna, sul Parlamento. La politica estera svizzera non si svolge in uno spazio politico vuoto o lontano dalla Patria, ma costituisce vieppiù una parte integrante del lavoro parlamentare. Essa è una sorta di ambasciatore all’interno del Paese! Di questo desidero pertanto ringraziarvi esprimendovi il mio cordiale benvenuto.
Anche a voi, egregi ambasciatori e gentili ambasciatrici, desidero rivolgere un caloroso benvenuto all’odierna conferenza, che già per la terza volta ci vede qui riuniti.3 Non vi posso certo nascondere la mia grande soddisfazione. Con questo non voglio dire che i nostri propositi abbiano potuto essere pienamente realizzati oppure che io non intenda riconoscere le complessità e i problemi oggettivi. Tuttavia, posso affermare che noi tutti – insieme – abbiamo svolto complessivamente un buon lavoro. Non solo abbiamo amministrato la politica estera svizzera, ma cerchiamo di dare un’impronta dinamica a questo settore che, nonostante tutti i miglioramenti, rimane sempre molto delicato. In tale contesto, i nostri sforzi nell’elaborazione del rapporto di politica estera dimostrano sempre più di essere proficui.4 Con questo rapporto abbiamo realizzato un’importante ed efficace opera di base che funge da orientamento alla nostra attività, da base per la definizione delle priorità nonché da criterio per il raggiungimento degli obiettivi.
Oltre a questa base materiale, abbiamo creato anche le condizioni strutturali che devono consentire e consentiranno di attuare gli obiettivi in modo ottimale e più efficace. Sono fiducioso poiché le prime esperienze fatte con le nuove strutture sono una conferma per l’ulteriore svolgimento di questa operazione che avrà un influsso durevole in seno al Dipartimento.
In questo senso a metà giugno di quest’anno abbiamo organizzato a Macolin un primo seminario per i quadri sul tema del sostegno politico interno alla politica estera.5 Oltre ad offrire un approfondimento della tematica, il seminario ha suscitato anche preziosi contatti fra tutti i partecipanti e numerose personalità della politica, dei Cantoni, dell’economia, della scienza e del giornalismo. I risultati di questo incontro verranno pubblicati in un opuscolo.
L’anno venturo ci porterà senza dubbio, oltre all’ordinaria mole di lavoro, una nuova sfida, la presidenza dell’OSCE.6 Abbiamo coscientemente cercato questa sfida poiché siamo convinti che possiamo offrire alla comunità internazionale un contributo ragionevole, utile e adeguato alle nostre possibilità. In tal senso anche la vostra collaborazione, il vostro impegno e le vostre riflessioni sono importanti per l’esito positivo di questo incarico.
Tuttavia, il successo in politica estera, come pure in altri settori, non viene solo valutato in base alle buone idee, ma piuttosto ai risultati concreti. In quest’ottica desidero passare in rassegna l’anno trascorso indicando di volta in volta gli obiettivi di politica estera che lo hanno caratterizzato. E questo per fare il punto della situazione e definire i presupposti delle nostre attuali e/o nuove attività.
I nostri sforzi per attuare politicamente questo obiettivo si concentrano segnatamente sui quattro settori seguenti.
a) Il nostro impegno nell’OSCE
Il nostro impegno nell’OSCE è in stretta relazione con la componente di politica di sicurezza dell’integrazione europea. I principali risultati di questo processo di integrazione è senza dubbio la rappacificazione dell’Europa all’indomani della Seconda guerra mondiale sono la sua ricostruzione nell’ambito di strutture sicure e pacifiche.
La Svizzera assumerà nel 1996 la presidenza dell’OSCE e già quest’anno è membro, con l’Italia e l’Ungheria, della troika dell’OSCE.7
In vista della presidenza sono stati svolti importanti lavori preparatori. Abbiamo pertanto messo a disposizione le necessarie risorse di personale:8
– la delegazione a Vienna è stata rafforzata con 3 diplomatici e 1 consulente militare;
– a Berna è stato istituito uno stato maggiore di coordinamento OSCE di quattro persone che condurrà le consultazioni politiche come pure le missioni in loco;9
– tre diplomatici supplementari seguiranno i conflitti regionali nell’Europa centrale e orientale, nei Balcani, nel Caucaso nonché negli Stati della CSI.
Abbiamo inoltre fissato altre finalità.10 Attualmente siamo occupati in diversi settori allo scopo di acquisire la necessaria competenza specifica e familiarizzarci con le procedure e i cicli lavorativi propri all’esercizio della presidenza. Il secondo semestre del nostro anno preparatorio è stato impiegato soprattutto per allacciare utili contatti con importanti attori.11
Durante la presidenza dell’OSCE la Svizzera dedicherà attenzione particolare ai seguenti compiti prioritari:
– osservanza degli impegni nel settore dei diritti dell’uomo e delle minoranze;
– diplomazia preventiva e gestione delle crisi;
– discussione su un «modello di sicurezza comune e generale nel XXI secolo»;12
– rafforzamento delle istituzioni dell’OSCE;
– collaborazione con le organizzazioni internazionali (soprattutto Consiglio d’Europa e ONU).13
Queste priorità ci consentiranno di rispondere alle più importanti sfide dell’OSCE che consistono nel mitigare, mediante misure di diplomazia preventiva, il grande potenziale di conflitto esistente nell’Europa orientale, nel Caucaso e nell’Asia centrale nonché nell’attribuire alla Russia e agli Stati della CSI un ruolo nella struttura di sicurezza europea.14
La Svizzera ha esteso il suo impegno anche nelle missioni in loco:
- nella prima metà di quest’anno due Svizzeri hanno diretto le missioni a Sarajevo e in Ucraina;15
- altri 4 Svizzeri sono impiegati in Macedonia, Moldavia, Ucraina e in Cecenia nelle missioni OSCE.16
b) La nostra collaborazione ad azioni di mantenimento della pace
Vi sono attualmente nel mondo intero oltre 40 conflitti armati. In gran parte si tratta di conflitti interni. La Svizzera è fortemente impegnata in:
Dal 1991 la Svizzera ha offerto un contributo di 145 milioni di franchi a titolo di aiuto bilaterale e multilaterale per questa regione, compreso il credito supplementare di 10 milioni di franchi, stanziato il 7 agosto 1995 dopo gli eventi della settimana precedente, per lenire le sofferenze dei profughi.18 I contributi per il 1995 ammontano pertanto a 25 milioni di franchi.
La Svizzera è inoltre attiva, dall’ultima conferenza degli ambasciatori, in diversi nuovi settori:
- sono stati attribuiti 2 esperti svizzeri per l’amministrazione UE di Mostar;19
- è stato offerto un sostegno finanziario al tribunale per i crimini di guerra (Fr. 100 000.-) nonché20
- un contributo finanziario per l’apertura di uno studio televisivo a favore delle minoranze in Macedonia (Fr. 520 000).21
- sostegno alle attività del «ponte culturale Svizzera-Sarajevo».22
- accreditamento di un ambasciatore svizzero in Bosnia-Erzegovina con sede a Vienna.23
In pari tempo proseguiamo il nostro attuale impegno nell’ambito dell’UNPROFOR (7 osservatori militari; un contributo finanziario di 1,5 milioni di franchi) e dell’UNCIVPOL (6 osservatori di polizia civile in Macedonia).24
– Caucaso:
La missione ONU dell’ambasciatore Brunner in Georgia continua.25 Per quanto riguarda il conflitto nel Nagorno-Karabah la Svizzera partecipa ora agli sforzi del gruppo di Minsk.26
Alla missione ONU d’osservazione nel Tagikistan (UNMOT) è stata messa a disposizione un’equipe medica di 3 persone nonché materiale sanitario.27
6 funzionari doganali svizzeri prestano servizio in Albania, Macedonia nonché a Bruxelles e a New York in missioni di sorveglianza delle sanzioni.28
c) Disarmo e non proliferazione
Nel marzo 1995 la Svizzera ha ratificato la Convenzione sulle armi chimiche firmata nel gennaio 1993 da 132 Stati.29 Finora si contano soltanto 30 delle 65 ratifiche necessarie per la sua entrata in vigore. Speriamo nondimeno che questa Convenzione possa entrare in vigore nel 1996.30
In occasione della Conferenza sull’esame e la proroga del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari la Svizzera si è dichiarata favorevole ad una proroga illimitata del medesimo.31
Alla prima Conferenza ONU per l’eliminazione delle mine, il nostro Paese ha annunciato un contributo di 1 milione di franchi, di cui la metà destinata al programma di sminamento in Angola.32
d) Ginevra, città internazionale
Le decisioni di diverse organizzazioni relative allo Stato di sede mostrano che il ruolo internazionale di Ginevra è vieppiù controverso.33 Nonostante gli svantaggi dovuti al fatto di non essere membri dell’ONU e dell’UE, è necessario lottare per mantenere il carattere internazionale di Ginevra.
Questo principio non è posto in forse da nessuna delle parti interessate. Per valutare però con esattezza in quale settore, con quali mezzi e con quali risultati si giustifichi un simile impegno, abbiamo istituito un nostro proprio gruppo strategico. Questo gruppo di lavoro presenterà a fine mese il suo rapporto sulla situazione attuale e sui problemi testé menzionati.34
Per assicurare la debita attenzione ai diritti dell’uomo e al diritto internazionale umanitario nel mondo, abbiamo rafforzato il nostro impegno nei seguenti settori:
a) a livello bilaterale
Molte delle attività menzionate da noi svolte nell’ambito dell’OSCE e dell’ex-Jugoslavia si prefiggono sia il rispetto dei diritti dell’uomo sia la tutela della nostra sicurezza e della pace. In questo contesto desidero citare le seguenti misure:
L’aiuto umanitario per la regione dei Grandi Laghi ammontava, tra l’aprile 1994 e il maggio 1995, a 32,5 milioni di franchi e aumenterà ancora entro la fine dell’anno di circa 10 milioni di franchi.36
L’aiuto allo sviluppo per il Ruanda è stato sospeso e il nostro impegno si limita a misure conservative.37
La Svizzera sostiene per contro attivamente gli sforzi intesi ad una riconciliazione nazionale, alla sicurezza e al ripristino dello Stato di diritto, tra l’altro nel seguente modo:
– 3 persone sono state inviate per sopralluoghi e missioni d’osservazione del rispetto dei diritti dell’uomo (Fr. 300 000.- nel 1995).38
– Oltre ad un contributo finanziario alla Corte internazionale di giustizia per il Ruanda (Fr. 100 000.- per il 1994/95),39 la Svizzera mette a disposizione due giudici istruttori e un avvocato per 6 mesi.40
– Due poliziotti civili prestano servizio per l’HCR nei campi profughi dello Zaire.41
– Nell’ambito di MINUAR sono stati inviati 3 osservatori di polizia civile.42
– La Svizzera finanzia inoltre la radio umanitaria della sezione svizzera di «Reporters sans frontières» (Fr. 850 000.–).43
Ci siamo ora impegnati a sostenere, durante quattro anni, con un contributo annuo di 5 milioni di franchi il consolidamento del processo di pace e di democratizzazione in questo Paese.
b) a livello multilaterale
Alla fine del 1994, dopo il sì del popolo svizzero alla legge anti-razzismo, è entrata in vigore per la Svizzera la Convenzione internazionale del 1965 per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, mentre il 1o gennaio 1995 sono entrati in vigore gli adeguamenti del Codice penale svizzero.45
Il 1o febbraio 1995 abbiamo firmato la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali.46
I problemi dei diritti dell’uomo e della dimensione umana nell’ambito del processo di pace nel Vicino Oriente sono di somma importanza per noi. I nostri sforzi in prima linea hanno tra l’altro consentito di concludere con successo la conferenza di Montreux. Da allora la Svizzera ha ottenuto l’incarico di farsi promotrice, nel ruolo di «shepherd», di queste questioni nei cinque gruppi di lavoro.47
I protocolli n. 9 (diritto individuale di ricorso) e n. 10 (procedura dinanzi al Comitato dei Ministri) nonché n. 11 (riforma del sistema) della CEDU sono stati ratificati rispettivamente in marzo e in luglio.48
Per quanto riguarda l’adesione della Svizzera alla Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo49 e alla Convenzione ONU del 1979 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, i relativi rapporti sono stati presentati alle Camere federali.50
La Svizzera ha altresì partecipato attivamente ai lavori preparatori a livello regionale e internazionale in vista della prossima quarta conferenza mondiale dell’ONU per la donna. La delegazione diretta dall’on. consigliere federale Dreifuss si impegnerà per l’essenziale affinché i risultati non siano inferiori a quelli delle altre grandi conferenze dell’ONU svoltesi negli ultimi tempi. Dal punto di vista del DFAE sono di massima importanza i capitoli diritti dell’uomo e violenza nei confronti delle donne.51
In esecuzione del mandato che la Conferenza internazionale per la protezione delle vittime dei conflitti armati del 1993 aveva affidato alla Svizzera52 sono stati convocati a Ginevra un incontro preparatorio e un incontro di esperti.53 Le raccomandazioni da essi scaturite saranno presentate alla 26a Conferenza internazionale della Croce Rossa del dicembre prossimo.54
In questo ambito la questione dell’integrazione europea è prioritaria. In questo contesto occorre sottolineare ancora una volta la linea politica europea del Consiglio federale, quale risulta dal suo rapporto sulla politica estera negli anni Novanta.55
Le due iniziative tuttora in esame offriranno al Consiglio federale la possibilità di chiarire e di spiegare questa posizione.56 Non va persa di vista in questo ambito l’importanza dell’integrazione ai fini della sicurezza e della pace in Europa, nesso che ho già avuto modo di menzionare e illustrare in materia di OSCE.
- I negoziati settoriali tra la Svizzera e l’UE si sono ufficialmente aperti il 12 dicembre 1994 nei 7 settori accettati dalla Commissione.57 Questi negoziati settoriali sono in corso dalla metà di gennaio e da metà marzo per quanto concerne i trasporti.58 Sinora le parti contraenti si avvalevano prevalentemente delle sessioni di negoziati per presentare in dettaglio le loro posizioni e i loro obiettivi. Da parte svizzera si tenta attivamente di estendere i negoziati anche al settore tessile59 e a quello agrario.60 Da entrambe le parti si ritiene che risultati sostanziali potranno essere raggiunti entro fine anno.61
L’adesione all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) avvenuta il 1o luglio62 nonché l’aiuto finanziario agli Stati dell’Europa centrale e orientale, alla CSI e ai Paesi in sviluppo sono gli strumenti che ci permettono di concretizzare questo obiettivo.
L’aiuto pubblico allo sviluppo è lo strumento più importante della politica estera svizzera per soddisfare questa finalità.
Questo aiuto ammontava nel 1994 complessivamente a 1,317 miliardi di franchi (1993: 1,222 mia fr.), di cui 332 milioni (284 mio fr.) in ambito multilaterale e 986 milioni (912 mio fr.) quale aiuto bilaterale devoluti a 109 (104) Paesi in totale.
Di queste risorse, 263,7 milioni di franchi (237,1 mio fr.) sono stati impiegati nell’aiuto umanitario.
L’aiuto pubblico allo sviluppo della Svizzera dovrebbe raggiungere nel 1995 lo 0,33 per cento del PNL.
Abbiamo preparato un messaggio sulla partecipazione della Svizzera all’aumento di capitale delle Banche regionali di sviluppo che nell’autunno 1995 sarà discusso in Parlamento. Esso prevede un nuovo credito quadro di 800 milioni di franchi, di cui soltanto 45 milioni saranno effettivamente pagati.63
Questo obiettivo prevede pure la conclusione di un accordo con il Sudafrica e l’Organizzazione internazionale del lavoro, che ha come oggetto la composizione pacifica dei conflitti in ambito lavorativo.64
Con la riorganizzazione del Dipartimento, l’Ufficio per la cooperazione con l’Europa centrale e orientale è stato integrato nella DSA.65 Per questo motivo desidero menzionare i contributi di 54 milioni di franchi per la cooperazione tecnica e di circa 95 milioni di franchi per gli aiuti finanziari destinati ai Paesi di questa regione, compresi quelli della CSI.66 Questi aiuti servono pure alla realizzazione dell’obiettivo di pace e sicurezza della nostra politica estera.
La Svizzera ha partecipato attivamente ai lavori preparatori del vertice sociale di Copenhagen e dato il suo contributo ai negoziati, pur non essendo Stato membro. Il nostro contributo verteva per l’essenziale sulla definizione degli obiettivi da raggiungere e nella presa in considerazione di realtà concrete, dei problemi e dei bisogni concreti di coloro che vivono nella povertà. Le nostre proposte sono state ampiamente accettate.67
L’adempimento di questo obiettivo spetta prevalentemente al DFI con il quale abbiamo un’ottima collaborazione. Questa finalità è un elemento centrale dello sviluppo sostenibile, come postulato alla Conferenza UNCED di Rio del 1992.68
Un ulteriore elemento chiave in questo contesto è la conferenza di Copenhagen alla cui preparazione – come del resto a quella di Pechino69 – abbiamo contribuito intensamente. In entrambi i casi la competenza spetta al Dipartimento federale dell’interno.
- Desidero far osservare che la Svizzera si è adoperata attivamente in seno alla Conferenza sul clima, tenutasi a Berlino in aprile, per la concretizzazione degli impegni derivanti dalla Convenzione sul clima. Essa è riuscita a imporre con successo l’apertura di un nuovo processo negoziale volto a ridurre le emissioni di CO₂ dopo il 2000.70
- In primavera abbiamo ratificato la Convenzione internazionale sulla diversità biologica e in novembre parteciperemo alla Conferenza delle Parti contraenti che avrà luogo a Giacarta.71
- Nell’ambito del seguito della Conferenza di Rio (CSD), coordinato dall’ONU, Ginevra ospiterà l’anno prossimo due Conferenze sul tema dello sfruttamento sostenibile delle foreste («Forest panel»).72
- Con il suo messaggio del 1o marzo 1995 concernente la Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione nei Paesi gravemente colpiti dalla siccità e/o dalla desertificazione, in particolare in Africa, il Consiglio federale raccomanderà in autunno alle Camere federali di ratificare questa convenzione, alla cui elaborazione la Svizzera ha preso parte attiva.73
- Vi rammento infine che la Svizzera contribuisce ogni anno con diversi milioni di franchi alle organizzazioni internazionali nel settore dell’ambiente e che, da oltre tre anni, mette a disposizione del Fondo per l’ambiente a Washington una somma di 64 milioni di franchi.74
- Alla Conferenza europea dei ministri «Ambiente per l’Europa» che avrà luogo l’ottobre prossimo a Sofia, la Svizzera sarà rappresentata dalla mia collega, l’onorevole Dreifuss.75 Si tratta di un incontro che fa seguito alla Conferenza dei Ministri dell’aprile 1993 a Lucerna.76
Non era mia intenzione presentarvi un inventario completo delle nostre attività dall’ultima conferenza degli ambasciatori. Mi premeva unicamente mostrarvi i progressi fatti nell’ambito della realizzazione dei nostri obiettivi di politica estera. Il servizio per la pace assume un’importanza centrale, testimoniata da un lato dalla situazione nel contesto europeo, segnatamente la guerra nell’ex-Jugoslavia, e dall’altro dal nostro particolare impegno in seno all’OSCE. La tutela e il promovimento dei diritti dell’uomo e della democrazia non vanno scissi dai nostri sforzi per la sicurezza e la pace. Come ribadito a più riprese, lo stesso vale anche per l’integrazione europea.
- 1
- CH-BAR#E2850.3#1999/322#7* (2). Il Capo del DFAE, il Consigliere federale Flavio Cotti, tenne questo discorso per l’apertura della Conferenza degli Ambasciatori la mattina del 22 agosto 1995 al Bernerhof nelle tre lingue nazionali. La presente versione in italiano è tratta dagli atti personali del Consigliere federale Cotti e venne tradotta, come quella francese, a partire dalla versione tedesca. La versione trilingue, destinata alla lettura, differisce in più parti dalle tre versioni monolingue destinate alla distribuzione, cf. il facsimile dodis.ch/71507.↩
- 2
- Il Presidente del Consiglio nazionale era Claude Frey, il Vicepresidente Jean-François Leuba. Per il Consiglio degli Stati si tratta di Niklaus Küchler e, rispettivamente, di Otto Schoch. Le rispettive Commissioni di politica estera erano presiedute dal Consigliere nazionale Ernst Mühlemann e dal Consigliere agli Stati René Rhinow.↩
- 3
- Per la Conferenza degli Ambasciatori del 1994, cf. DDS 1994, doc. 38, dodis.ch/67185, e per quella del 1993, cf. la compilazione dodis.ch/C1873.↩
- 4
- Cf. DDS 1994, doc. 11, dodis.ch/66378, e DDS 1993, doc. 8, dodis.ch/61212, come pure la compilazione Rapporto sulla politica estera della Svizzera negli anni Novanta, dodis.ch/T1981.↩
- 5
- Cf. dodis.ch/70049.↩
- 6
- Cf. DDS 1994, doc. 26, dodis.ch/62509, e doc. 59, dodis.ch/67456, come pure la compilazione Presidenza svizzera dell’OSCE 1996, dodis.ch/T2233.↩
- 7
- Cf. DDS 1994, doc. 59, dodis.ch/67456; DDS 1995, doc. 44, dodis.ch/62659. Per l’incontro della troika OSCE del 13 luglio 1995, cf. dodis.ch/71501.↩
- 8
- Cf. l’organigramma della presidenza svizzera dell’OSCE del 21 novembre 1995, dodis.ch/70581.↩
- 9
- Cf. l’istruzione di servizio del DFAE del 14 febbraio 1995, dodis.ch/69686.↩
- 10
- Il Consigliere federale Cotti presentò gli obiettivi della presidenza svizzera dell’OSCE alla Commissione di politica estera del Consiglio nazionale il 29 maggio 1995, cf. dodis.ch/70162, punto 3.1, e il 18 agosto 1995 a quella del Consiglio degli Stati, cf. dodis.ch/70849, punto 6.1. Cf. anche DDS 1995, doc. 39, dodis.ch/71507, come pure le Priorités de la présidence suisse allegate all’appunto del Capo della Sezione OSCE del DFAE, Martin Dahinden, del 14 settembre 1995, dodis.ch/73913.↩
- 11
- Per lo stato dei lavori di preparazione della presidenza dell’OSCE a metà anno, cf. l’appunto del Direttore della Direzione politica del DFAE, il Segretario di Stato Jakob Kellenberger, al Consigliere federale Cotti del 26 giugno 1995, dodis.ch/73005, come pure i commenti del Capo della delegazione svizzera presso l’OSCE a Vienna, l’Ambasciatore Benedikt von Tscharner, del 19 luglio 1995, dodis.ch/73911. Riguardo ai contatti con importanti attori, cf. DDS 1995, doc. 44, dodis.ch/62659.↩
- 12
- Cf. la compilazione dodis.ch/C2826 e in particolare il verbale della seduta del gruppo di lavoro Architettura di sicurezza del 21 agosto 1995, dodis.ch/72614.↩
- 13
- Cf. l’appunto del Direttore supplente della Direzione politica del DFAE, l’Ambasciatore Jean-Marc Boulgaris, al Consigliere federale Cotti del 12 giugno 1995, dodis.ch/73915.↩
- 14
- Cf. DDS 1994, doc. 59, dodis.ch/67456. Sul ruolo della Russia nell’architettura di sicurezza europea, cf. anche la lettera dell’Ambasciatore von Tscharner al Consigliere federale Cotti del 25 maggio 1995, dodis.ch/71643, l’appunto del Capo della Divisione politica I del DFAE, Ambasciatore Franz von Däniken, del 12 giugno 1995, dodis.ch/73227, come pure il verbale della seduta del gruppo di consultazione del Consigliere federale Cotti sulla Russia e i paesi CSI del 15 giugno 1995, dodis.ch/70586.↩
- 15
- Per l’impiego di Hans Peter Kleiner come Capo della missione di relatori dell’OSCE a Sarajevo e di Andreas Kohlschütter come Capo della missione OSCE in Ucraina, cf. DDS 1995, doc. 52, dodis.ch/70173.↩
- 16
- Nell’agosto 1995 parteciparono alle missioni OSCE rispettivamente: Maria Emilia Arioli a Skopje, il tenente Thomas Bucheli in Moldavia e Dominique Saudan in Ucraina. Per la partecipazione di Heidi Tagliavini al gruppo di assistenza dell’OSCE in Cecenia, cf. DDS 1995, doc. 52, dodis.ch/70173.↩
- 17
- Cf. la compilazione Guerre jugoslave, dodis.ch/T1915.↩
- 18
- Cf. il verbale del Consiglio federale No 1483 del 18 settembre 1995, dodis.ch/69521, come pure DDS 1995, doc. 41, dodis.ch/70374.↩
- 19
- Sulla missione di Hans Birchler, cf. l’appunto del Segretario di Stato Kellenberger al Consigliere federale Cotti del 8 agosto 1995, dodis.ch/69642, come pure l’appunto dell’Ambasciatore von Däniken del 22 agosto 1995, dodis.ch/69641. Per il rapporto di fine missione di Hans Birchler del 3 ottobre 1996, cf. dodis.ch/71671.↩
- 20
- Cf. l’appunto della Direzione delle organizzazioni internazionali del DFAE al Consigliere federale Cotti del 24 novembre 1994, dodis.ch/74461, come pure la compilazione Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (TPIJ), dodis.ch/T2442.↩
- 21
- Cf. l’Agreement between the Government of Switzerland and the Government of Denmark and the Macedonian Radio and Television, Skopje (Co-operation Project concerning the enlargement of television programmes in nationalities’ languages) del 27 marzo 1995, CH-BAR#K1#1000/1480#688* (K1.4610). Cf. anche il dossier CH-BAR#E2010A#2005/342#6733* (B.55.40).↩
- 22
- Cf. la compilazione dodis.ch/C2740.↩
- 23
- Adolf Lacher, cf. il verbale del Consiglio federale No 1060 del 27 giugno 1995, CH-BAR#E1004.1#1000/9#17344*. Per il rapporto sulla visita dell’Ambasciatore Lacher a Sarajevo dal 20 al 24 agosto 1995, cf. dodis.ch/69058.↩
- 24
- Cf. la compilazione dodis.ch/T2221.↩
- 25
- Cf. il rapporto del Segretario generale dell’ONU Boutros Boutros-Ghali del 7 agosto 1995, dodis.ch/73252. Cf. pure la compilazione Guerra di Abcasia, dodis.ch/T2317.↩
- 26
- Cf. l’appunto del Ministro Walter Thurnherr dell’Ambasciata di Svizzera a Mosca, sulle consultazioni dal 24 al 28 luglio 1995 a Baden presso Vienna, dodis.ch/72161. Cf. anche la compilazione Conflitto del Nagorno Karabakh, dodis.ch/T2190.↩
- 27
- Cf. il dossier CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4153* (o.713-802). Il 10 agosto 1995, durante il suo viaggio in Asia centrale, il Consigliere federale Cotti incontrò a Dušanbe il Presidente tagiko Emomalī Rahmon, cf. la nota informativa del DFAE al Consiglio federale del 24 agosto 1995, dodis.ch/68520, e l’appunto dodis.ch/70516. Cf. anche la compilazione Guerra civile in Tagikistan, dodis.ch/T2403.↩
- 28
- Cf. la compilazione dodis.ch/C2561.↩
- 29
- Cf. il Messaggio concernente la Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione del 20 aprile 1994, dodis.ch/67206. La Svizzera candidò Ginevra per la sede della futura organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche, cf. DDS 1992, doc. 11, dodis.ch/61983. Cf. pure la compilazione dodis.ch/C2224.↩
- 30
- Cf. il verbale de Consiglio federale No 1797 del 25 novembre 1996, dodis.ch/71188, e la compilazione dodis.ch/C2225.↩
- 31
- Cf. DDS 1995, doc. 25, dodis.ch/72174, come pure la compilazione dodis.ch/T2197.↩
- 32
- Cf. il rapporto della delegazione svizzera alla riunione internazionale sullo sminamento dal 5 al 7 luglio 1995, dodis.ch/72770.↩
- 33
- Per la candidatura di Ginevra come sede dell’OMC, cf. per esempio DDS 1994, doc. 29, dodis.ch/68565, come pure la compilazione dodis.ch/C2441. Per la candidatura di Ginevra come sede dei segretariati delle convenzioni sul clima, cf. pure DDS 1995, doc. 62, dodis.ch/71696, e la compilazione dodis.ch/T1849.↩
- 34
- Cf. DDS 1995, doc. 42, dodis.ch/72112.↩
- 35
- Cf. la compilazione Genocidio in Ruanda, dodis.ch/T2605.↩
- 36
- Cf. i verbali del Consiglio federale No 1104 del 22 giugno 1994, dodis.ch/64614, e No 1262 del 17 agosto 1994, dodis.ch/64615. Sull’aiuto umanitario svizzero in Ruanda nell’autunno 1995, cf. il rapporto di fine missione di Kurt Reiniger dell’ottobre 1995, dodis.ch/68950.↩
- 37
- Cf. DDS 1994, doc. 18, dodis.ch/66329, e doc. 34, dodis.ch/68573.↩
- 38
- Judith Schmidt e Alain Sigg in qualità di osservatori dei diritti umani per l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCR) e Andreas Schiess in qualità di incaricato delle indagini. Cf. i dossier da CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4304* a CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4306* (o.713-87.Rwanda.2), come pure il dossier CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4309* (o.713-87.Rwanda.21). Cf. anche il rapporto di Schmidt del settembre 1995, dodis.ch/74444.↩
- 39
- Cf. l’appunto della Direzione delle organizzazioni internazionali del DFAE al Consigliere federale Cotti del 24 novembre 1994, dodis.ch/74461, come pure la compilazione dodis.ch/C2656.↩
- 40
- Si tratta di Barbara Ott, Alain Ribaux e Renaud Weber. Cf. il dossier CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4306* (o.713-87.Rwanda.2) come pure la compilazione dodis.ch/C2656.↩
- 41
- Complessivamente nel 1995 quattro agenti di polizia civile svizzeri prestarono servizio per il Civilian Security Liaison Group (CSLG) dell’UNHCR nei campi profughi dello Zaire: Jacques François Baud, Pierre-André Campiche, Hans Haltiner e Thomas Steinmann. Cf. i dossier da CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4301* a CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4303* (o.713-87.Rwanda.1).↩
- 42
- Robert Clément, Jürg Klingler e Philip Thomanek. Cf. i dossier da CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4301* a CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4303* (o.713-87.Rwanda.1).↩
- 43
- Cf. la compilazione dodis.ch/C2812.↩
- 44
- Cf. DDS 1995, doc. 8, dodis.ch/67959.↩
- 45
- Cf. DDS 1994, doc. 48, dodis.ch/68546.↩
- 46
- Cf. il verbale del Consiglio federale No 1900 del 16 novembre 1994, dodis.ch/67706.↩
- 47
- Sulla riunione di Montreux, cf. l’appunto di Jean-Pierre Reymond della Divisione politica IV del DFAE del 2 giugno 1995, dodis.ch/74497. Sul ruolo della Svizzera nel processo di pace in Medio Oriente, cf. l’appunto della Divisione politica II del DFAE del 6 giugno 1995, dodis.ch/73868.↩
- 48
- Cf. il Messaggio concernente l’approvazione dei Protocolli n. 9 e 10 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Trattati europei 140 e 146) del 23.2.1994 del 19 aprile 1994, dodis.ch/60835, e il Messaggio concernente l’approvazione del Protocollo n. 11 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che ristruttura il meccanismo di controllo istituito dalla Convenzione (Trattato europeo n. 155), dell’11.5.1994 del 23 novembre 1994, dodis.ch/70554. Cf. anche la compilazione Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), dodis.ch/T2663.↩
- 49
- Cf. il Messaggio concernente l’adesione della Svizzera alla Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo del 29 giugno 1994, dodis.ch/68056. Cf. anche la compilazione dodis.ch/C2816.↩
- 50
- Cf. il Messaggio concernente la Convenzione del 1979 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna del 23 agosto 1995, dodis.ch/67245. Cf. anche la compilazione dodis.ch/C2739.↩
- 51
- Cf. DDS 1995, doc. 33, dodis.ch/68832.↩
- 52
- Cf. DDS 1993, doc. 36, dodis.ch/64863, e la compilazione dodis.ch/C2427.↩
- 53
- Cf. il verbale del Consiglio federale No 54 del 18 gennaio 1995, dodis.ch/71117. L’incontro preparatorio ebbe luogo dal 26 al 28 settembre 1994, l’incontro di esperti dal 23 al 27 gennaio 1995, cf. la nota informativa del DFAE al Consiglio federale del 22 febbraio 1995, dodis.ch/65741.↩
- 54
- Cf. il rapporto della delegazione svizzera del 22 dicembre 1995, dodis.ch/73529, e la compilazione dodis.ch/C2781.↩
- 55
- Cf. DDS 1994, doc. 11, dodis.ch/66378, e DDS 1993, doc. 8, dodis.ch/61212, come pure la compilazione Rapporto sulla politica estera della Svizzera negli anni Novanta, dodis.ch/T1981.↩
- 56
- L’Iniziativa popolare «per il nostro avvenire nel cuore dell’Europa» venne depositata il 3 settembre 1993 e ritirata il 10 giugno 1997, cf. FF 1997, III, p. 754. L’Iniziativa popolare «Negoziati d’adesione a l’UE: che decida il popolo!» fu respinta l’8 giugno 1997 con il 74,05% dei voti, cf. FF, 1997, VI, p. 316. Cf. DDS 1994, doc. 50, dodis.ch/67775. Cf. anche il Rapporto intermedio sulla politica d’integrazione europea della Svizzera del 29 marzo 1995, dodis.ch/69306, punto 313, pp. 205–206.↩
- 57
- Cf. l’appunto del Segretario di Stato Kellenberger sulla seduta di apertura a Bruxelles, dodis.ch/68604.↩
- 58
- Cf. le compilazioni Bilaterali I: Appalti pubblici, dodis.ch/T2532; Bilaterali I: Agricoltura, dodis.ch/T2531; Bilaterali I: Formazione e Ricerca, dodis.ch/T2530; Bilaterali I: Libera circolazione delle persone, dodis.ch/T2459; Bilaterali I: Ostacoli tecnici al commercio, dodis.ch/T1579 e Bilaterali I: Trasporti terrestri e aeri, dodis.ch/T1704.↩
- 59
- Cf. la lettera del Direttore dell’Ufficio federale dell’economia esterna (UFEE), il Segretario di Stato Franz Blankart, all’Unione svizzera del commercio e dell’industria «Vorort» del 9 settembre 1994, dodis.ch/71001, come pure la compilazione dodis.ch/C2006.↩
- 60
- Si riferisce probabilmente al settore dei prodotti agricoli trasformati che la Svizzera vorrebbe includere nei negoziati. Cf. a questo proposito la compilazione dodis.ch/C2725. Riguardo ai negoziati nel settore agrario iniziati nel gennaio 1995, cf. DDS 1995, doc. 35, dodis.ch/71674.↩
- 61
- Cf. DDS 1995, doc. 49, dodis.ch/71254, nonché, sulla speranza di poter concludere alcuni negoziati come «early harvest», la compilazione dodis.ch/C2717.↩
- 62
- Per la procedura d’adesione della Svizzera a l’OMC, cf. la nota informativa del DFEP al Consiglio federale del 14 febbraio 1995, dodis.ch/70404. La raccolta delle firme necessarie per il referendum contro l’adesione della Svizzera non riuscì, cf. la pubblicazione dei Dipartimenti e degli Uffici del 18 aprile 1995, FF 1995, II, pp. 507–511, come pure il verbale deliberativo della 11a seduta del Consiglio federale del 29 marzo 1995, dodis.ch/70370, pp. 8–10. Cf. anche DDS 1995, doc. 28, dodis.ch/70526.↩
- 63
- Cf. il Messaggio concernente la partecipazione della Svizzera all’aumento del capitale delle banche interamericana, asiatica ed africana di sviluppo, nonché della Società interamericana d’investimento e dell’Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti del 31 maggio 1995, dodis.ch/64452. Per la discussione in Parlamento, cf. l’appunto dell’UFEE del 19 dicembre 1995, dodis.ch/71878.↩
- 64
- Cf. il Trust Fund Agreement between the Swiss Federal Department of Foreign Affairs and the International Labour Office in connection with the ILO/SWI Project for the Prevention and Resolution of Conflict and Promotion of Workplace Democracy in South Africa (Project No. ILO/SAF/95/MO1/SWI) del 27 giugno 1995, CH-BAR#K1#1000/1480#663* (K1.4584).↩
- 65
- Per la riorganizzazione del DFAE, cf. DDS 1995, doc. 30, dodis.ch/73008, e doc. 2, dodis.ch/68116. Cf. anche la compilazione dodis.ch/T2567.↩
- 66
- Nella versione tedesca e francese del discorso, in questo passaggio è precisato che i contribuiti sono per l’anno 1994. Per il rapporto annuale del Consiglio federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa centrale e orientale nel 1994, cf. il verbale del Consiglio federale No 1752 dell’8 novembre 1995, dodis.ch/69969.↩
- 67
- Cf. la nota informativa del DFI al Consiglio federale del 24 marzo 1995, dodis.ch/70449, e il rapporto finale della delegazione svizzera del luglio 1995, dodis.ch/68408, nonché la compilazione dodis.ch/C2637.↩
- 68
- Cf. DDS 1991, doc. 1, dodis.ch/56189, e DDS 1992, doc. 22, dodis.ch/61051, nonché la compilazione dodis.ch/T1726.↩
- 69
- Cf. DDS 1995, doc. 33, dodis.ch/68832, e la compilazione dodis.ch/T2607.↩
- 70
- Cf. DDS 1995, doc. 15, dodis.ch/70310, nonché la compilazione dodis.ch/C2758.↩
- 71
- Cf. il Messaggio concernente la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica del 25 maggio 1994, dodis.ch/60467, nonché la compilazione dodis.ch/T2076. Sulla conferenza a Giacarta, cf. la compilazione dodis.ch/C2771.↩
- 72
- Cf. il dossier CH-BAR#E2023A-01#2005/37#4254* (o.713-845.22.32).↩
- 73
- Cf. il Messaggio concernente la Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione nei Paesi gravemente colpiti dalla siccità e/o dalla desertificazione, in particolare in Africa del 1o marzo 1995, dodis.ch/63226. Cf. anche la compilazione dodis.ch/T2310. In seguito alla conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo (CNUED), tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, i tre segretariati provvisori delle convenzioni sul clima, la biodiversità e la desertificazione firmate durante la conferenza si insediarono temporaneamente a Ginevra. Per gli sforzi senza successo della diplomazia svizzera volti ad instaurare dei segretariati permanenti, cf. DDS 1995, doc. 62, dodis.ch/71696, come la compilazione dodis.ch/T1849.↩
- 74
- Cf. a questo proposito l’appunto della Divisione politica II del DFAE del 22 dicembre 1995, dodis.ch/74454.↩
- 75
- Per la Conferenza dal 23 al 25 ottobre 1995, cf. il verbale del Consiglio federale No 1640 del 18 ottobre 1995, dodis.ch/70724, la nota informativa del DFI al Consiglio federale del 3 novembre 1995, dodis.ch/70482, e il rapporto dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) del DFI del 9 novembre 1995, dodis.ch/71831.↩
- 76
- Cf. DDS 1993, doc. 35, dodis.ch/56018, e l’appunto dell’UFAFP del 27 luglio 1994, dodis.ch/72797. Cf. anche la compilazione Conferenze «Un Ambiente per l’Europa», dodis.ch/T2173.↩
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